Niente di più probabile, se la tua TV è un modello smart. Vediamo insieme in che modo le smart TV registrano le abitudini degli utenti per ricavarne un profitto.

ACR: tutto è connesso

Non ci troveremmo di fronte a un vero e proprio scenario distopico senza un bell'acronimo ad accompagnarlo, quindi, signore e signori... vi presentiamo l'ACR, detto anche Automatic Content Recognition. Questa tecnologia tipica delle smart TV utilizza solo qualche pixel di quello che stai guardando e invia le informazioni acquisite a un database di dimensioni spropositate. Questi dati su quello che guardi vengono quindi utilizzati per proporti annunci mirati nell'ambito della tua esperienza di visione televisiva, e non solo! Dal momento che la tua smart TV con molta probabilità è collegata al router della rete domestica, condivide lo stesso indirizzo IP che identifica la tua connessione specifica. Questo indirizzo condiviso implica che potrai ricevere annunci mirati, basati su questi stessi dati provenienti dalla TV, su tutti i dispositivi connessi alla rete domestica. In altre parole, lo stesso annuncio che hai visto sulla smart TV potrà facilmente ripresentarsi anche sul tuo smartphone.

Forse questa pratica potrebbe sembrarti particolarmente allarmante considerando che la TV ha preceduto l'avvento di Internet e ci ricordiamo ancora dei bei tempi in cui guardare la TV costituiva semplicemente una relazione unidirezionale. Ma la smart TV è anche online, quindi quello che accade dietro le quinte quando guardi la TV è essenzialmente la stessa cosa di quando navighi online dal tuo laptop o dallo smartphone: vieni tracciato e ricevi annunci e contenuti mirati in base a quelli che sono percepiti come i tuoi interessi.

Il modo in cui vengono raccolti i dati su quello che guardi non è tanto diverso dalla modalità con cui siti come YouTube o Facebook ti inquadrano, spesso "consigliandoti" contenuti. Dopo tutto, chi non vorrebbe avere altro di quello che gli piace? Un servizio di raccomandazione di contenuti come Samba TV, utilizzato da Sony e da molti altri marchi, è solo una delle piattaforme per smart TV che fa ricorso ad ACR per offrire un'esperienza di visione più personalizzata, utilizzando al tempo stesso i dati acquisiti per aiutare gli inserzionisti a proporti contenuti mirati.

Su una smart TV connessa a Internet, i contenuti raccolti non si limitano alle informazioni digitali relative ai programmi che guardi in streaming tramite servizi Internet come Netflix, ma possono anche includere firme di pixel provenienti dalle TV tradizionali via cavo e dai lettori DVD. E queste informazioni possono essere ritrasmesse dalla TV alle aziende ogni tot secondi.

Pressione sulle aziende per una raccolta dati trasparente

Una parte del problema è strettamente correlata a un aspetto che sta affliggendo le normative sull'uso di Internet: consenso dell'utente e trasparenza. Le smart TV sono sul mercato già da tempo, ma è stato solo nel 2017 che l'FTC ha messo alle strette Vizio, un'azienda produttrice di smart TV, che alla fine ha dovuto pagare 2,2 milioni di dollari per avere raccolto dati sulle visualizzazioni senza il consenso degli utenti. Da allora, i produttori di smart TV sono stati tenuti maggiormente sotto controllo, anche da un punto di vista normativo. Attualmente c'è molta più pressione sulle aziende affinché facciano chiarezza sui contenuti che possono raccogliere nei Termini di Servizio iniziali che compaiono in fase di configurazione della smart TV. Ma c'è ancora evidentemente un problema. Quando gli utenti di TV abilitate per Samba configurano i loro sistemi, addirittura il 90% dà il proprio consenso alla raccolta dei dati sulle visualizzazioni.

La questione della sorveglianza

Attualmente, anche l'FBI mette in guardia gli utenti affinché proteggano le loro smart TV. Ma, da quanto emerge, l'applicazione della legge è uno strano alleato della promiscuità aziendale. Per riepilogare le connotazioni correlate alla sicurezza di TV, telefoni e della moltitudine di altri dispositivi smart (IoT) oggi disponibili, un recente rapporto dell'Università di Harvard dichiara che possiamo aspettarci "un futuro contraddistinto da un'abbondanza di dati decriptati, alcuni dei quali possono colmare le lacune lasciate proprio da quei canali di comunicazione che le forze dell'ordine temono diventeranno parte del 'Dark Web' e fuori portata". In altre parole: l'attuale modello di business di data mining utilizzato da molte aziende del settore tecnologico farà piuttosto felici anche i federali.

Proprio come i laptop e gli smartphone, alcune smart TV includono microfoni e fotocamere (anche se, a quanto si dice, le fotocamere sono diventate più scarse nei modelli più recenti). Questi microfoni e fotocamere pongono lo stesso problema che affligge anche qualsiasi dispositivo smart in grado di vederti/sentirti, ovvero che le aziende possono disporre di una finestra audiovisiva sulla tua vita e lo stesso possono fare gli hacker. E per quanto l'FBI possa metterti in guardia contro gli attacchi via TV dei pirati informatici, forse dovrebbe anche avvertirti dei possibili attacchi via TV da parte della CIA, che ti controlla tramite la fotocamera o il microfono mentre la TV sembra spenta, una prassi a cui l'agenzia non sembra nuova stando ai documenti divulgati da Wikileaks.

In che modo si può proteggere una smart TV?

Nel 2018 sono stati venduti 114 milioni di smart TV in tutto il mondo, con almeno una smart TV per abitazione nel 45% circa dei casi solo negli Stati Uniti. Uno dei motivi per cui le smart TV sono diventate così accessibili è che le funzionalità di tracciamento incorporate contribuiscono a ridurne il prezzo. Dal momento che smart TV e altri dispositivi smart diventano sempre più allettanti da acquistare, è importante che l'utente medio sappia come limitare l'invasiva raccolta dati da parte dei dispositivi in suo possesso. Ecco alcune cose che puoi fare per proteggere la tua smart TV.

  • Fai attenzione quando configuri la TV. Non acconsentire automaticamente a tutti i termini: in questo modo non perderai l'opportunità di revocare il consenso per la raccolta dati. Se stai leggendo questo articolo prima di iniziare a utilizzare una nuova smart TV, considerati fortunato, visto che le aziende produttrici non agevolano di certo la ricerca dell'opzione di revoca dell'autorizzazione alla raccolta di contenuti una volta che hai già dato il tuo consenso. Il modo per modificare le impostazioni varia da TV a TV, quindi dovrai cercare le istruzioni specifiche per il tuo modello.
  • Puoi semplicemente scegliere di non collegare la tua smart TV online. Ad esempio, potresti eseguire il tuo servizio di streaming preferito dal laptop e connetterlo alla porta HDMI della TV. Ovviamente sarai ancora soggetto al possibile tracciamento incorporato da parte del servizio di streaming che utilizzi, ma in qualche modo ne avrai limitato la portata.
  • Se desideri mantenere la tua TV smart e online, una VPN può fare al caso tuo. Proteggere il router della rete domestica con una VPN è un'ottima soluzione per criptare la tua connessione online, mettendoti al sicuro dagli hacker e aumentando il tuo anonimato online.

I dispositivi attualmente in circolazione sono diventati smart (forse fin troppo smart), ma questo non vuol dire che devi utilizzarli in maniera poco assennata. La prossima volta che configuri un nuovo dispositivo smart, assicurati di valutarne le capacità e prendi in considerazione quello che puoi fare per tutelare la tua privacy.

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